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Cremazione
La cremazione consiste nel ridurre
in cenere le spoglie mortali del defunto deposto in una bara, unicamente
in legno di spessore contenuto, raccogliendole in una apposita urna
che può essere ospitata presso un Cimitero o un'abitazione
privata, o disperdendole in luoghi pubblici o privati prestabiliti.
Legge in materia
Regolamento di Polizia Mortuaria
D.P.R. 10/09/1990 n. 285, Legge 230 Marzo 2001 n. 130, Legge Regione
Veneto n. 18 del 04/03/2010, seguenti aggiornamenti in materia.
Chi può presentare la domanda
Per effettuare la cremazione
è necessaria una richiesta in base alla normativa vigente;
tale documentazione può essere prodotta da persona
ancora in vita che esprimere la propria volontà tramite:
1. testamento registrato da un notaio;
2. iscrizione a una So.Crem. riconosciuta;
3. attraverso dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà
effettuata da un familiare, che attesti la volontà del defunto;
4. con dichiarazione olografa in carta libera, scritta di proprio
pugno non in stampatello, datata e firmata dall'interessato.*
5. iscrizione nel Registro Comunale di cremazione.
Il coniuge superstite.
Il 50 % + 1 dei parenti più prossimi di pari grado.
Per i minori necessita l'autorizzazione di entrambi i genitori o
da chi esercita su di essi la potestà.
Per gli stranieri, in caso di assenza di parenti o nel caso manchi
la disposizione testamentaria o l'iscrizione alle Socrem, sarà
necessaria una dichiarazione del rappresentante diplomatico o consolare
dello Stato cui appartiene il defunto che richieda la cremazione
del defunto stesso.
Tutta la documentazione concernente la denuncia di morte e la cremazione
sarà effettuata dall'impresa funebre, previo mandato; nel
caso di morte improvvisa o sospetta necessiterà anche il
nulla osta rilasciato dall'autorità giudiziaria.
Dichiarazione olografa*
Viene riportata a seguito
una dichiarazione di cremazione che deve essere redatta in carta
libera, scritta non in stampatello, datata e firmata di proprio
pugno dall'interessato/a.
Io sottoscritto/a __ nato/a
__ il giorno _/_/_ e residente a __ in Via/Piazza __ n. __ nelle
mie più piene facoltà d'intendere e di volere, desidero
che al momento delle mia morte la mia salma venga cremata in base
alla legge D. P. R. 10 Settembre 1990 n. 285 ed eventuali aggiornamenti
in materia e che le mie ceneri vengano __. (Data) _/_/_ (Firma)
__.
Dove presentare la domanda
La domanda viene presentata
davanti l'Ufficiale di Stato Civile del Comune di residenza o in
quello in cui è avvenuto il decesso; nel caso il defunto
fosse persona già iscritta alla So.Crem. dovrà essere
comunicato soltanto da un parente o da un conoscente all'associazione
l'avvenuto decesso. Tutta la documentazione concernente la denuncia
di morte e la cremazione stessa sarà effettuata dal parente
più prossimo o dall'impresa di onoranze funebri previo mandato;
nel caso di morte improvvisa o sospetta sarà necessario allegare
il nulla osta rilasciato dall'autorità giudiziaria competente.
Chiesa cattolica
La Chiesa Cattolica non
è mai stata contraria alla cremazione, tanto è vero
che l'ha sempre consentita in caso di guerra o di epidemia; la sua
scelta principale, comunque, è sempre stata la sepoltura
a terra. Nel secolo scorso, invece, vi fu una presa di posizione
fortemente contraria, per motivi legati a quei tempi, cioè
al diffondersi del cosiddetto libero pensiero. Numerosi intellettuali
ottocenteschi per motivi di igiene e progresso cominciarono a diffondere
tale idea anche per dimostrare l'impossibilità della resurrezione
dei corpi. Allora la Chiesa si oppose all'uso che ne fecero quei
pensatori. Le norme contrarie alla cremazione rimasero in vigore
fino al 1963: in quell'anno con una istituzione della Suprema Congregazione
del Santo Uffizio, vennero accordati sacramenti e pubblici suffragi
anche ai cremandi. Un altro cambiamento intervenne nel 1974 attraverso
il rito delle esequie, con il quale venivano ammesse le pratiche
religiose nei luoghi di cremazione. Infine il nuovo codice di Diritto
Canonico nel 1983: al canone 1176 precisa la sua opzione per l'inumazione,
ma consente anche la cremazione, purché questa non venga
scelta per ragioni contrarie alla dottrina cristiana.
Rito della cremazione
Il rito delle esequie nel
caso di sepoltura con cremazione, si articola in cinque fasi:
1. chiusura del feretro;
2. celebrazione della Santa Messa o del rito civile;
3. incenerimento del feretro;
4. raccolta delle ceneri in un'urna;
5a. tumulazione dell'urna in un Cimitero;
5b. dispersione delle ceneri in un luogo regolamentato;
5c. conservazione presso abitazione privata.
Di solito non c'è contemporaneità tra i punti 3 e
5.
Dove vanno le ceneri
Nel Veneto le ceneri possono
essere raccolte in un'urna cineraria e possono essere collocate
in un Cimitero, disperse in luoghi ben definiti all'interno dello
stesso o in spazi pubblici e/o privati regolamentati, o conservate
presso un'abitazione privata di un familiare ben definito. L'urna
deve riportare il nome, il cognome, la data di nascita e di morte
del defunto. All'interno del Cimitero le urne cinerarie possono
essere interrate, o essere conservate in loculi o tombe di famiglia
già date in concessione o in loculi cinerari per i quali
sarà necessario richiedere una nuova concessione. La dispersione
delle ceneri non autorizzata viene punita con la reclusione da due
a dodici mesi ed una sanzione da duemilacinquecento a dodicimila
euro.
Trasporto urne
Le urne cinerarie possono
essere trasportate in Cimiteri di altro comune o all'estero utilizzando
un auto funebre o un mezzo privato qualsiasi.
Costo
La cremazione, in base alla
legge 392 del 27/12/2000, è a carico dei familiari ed ha
un costo di circa euro 500,00 regolamentato che può leggermente
variare tra i vari forni crematori operanti nel territorio nazionale.
La concessione cimiteriale se l'urna viene conservata in Cimitero
è sempre a pagamento con un contratto di concessione che
varia a seconda dei comuni e del periodo di concessione, che in
ogni modo non può superare i novantanove anni.
Storia della cremazione in Italia
Nell'era moderna, la prima
cremazione in Italia si verificò nel 1822 allorché
fu cremata la salma del poeta inglese P. B. Shelley, annegato nel
golfo di La Spezia. Il suo corpo fu bruciato nella spiaggia di Viareggio
sopra una pira sparsa di balsami per volontà dell'amico Byron.
In quegli anni del primo Ottocento una schiera di pensatosi, igienisti
e politici promosse l'idea della cremazione; il Prof. Ferdinando
Coletti, patriota del Risorgimento, fondatore e direttore per 23
anni della "Gazzetta Medica Italiana", lesse nella storica
seduta dell'Accademia di Scienze, Lettere ed Arti di Padova nel
1875 una "Memoria sulla incinerazione dei cadaveri". Da
questa riunione sortirono i primi apostoli delle riforma. A Parigi,
nel 1867, durante il Congresso internazionale dei feriti in tempo
di guerra il Dott. Piero Castiglioni e l'On. Dott. Agostino Bertani
pronunciarono eloquenti discorsi sulla cremazione. A Firenze nel
1869 in occasione del 2° "Congresso internazionale delle
scienze mediche" i Dott. Castiglioni e Coletti propugnarono
nelle loro relazioni l'incinerazione come metodo sostitutivo della
inumazione dei cadaveri. In seguito a tali interventi il Congresso
votò una mozione nella quale si chiedeva che "con tutti
i mezzi possibili si provvedesse onde ottenere legalmente nell'interesse
dell'igiene che l'incinerazione dei cadaveri fosse sostituita al
sistema attuale di inumazione". Tale voto si realizzò
con la cremazione del rajah Mauharaja di Kelapur a Firenze nel 1870
su una pira di legna. Dopo circa 7 ore di fuoco il cadavere risultò
incenerito ed i sacerdoti indiani dispersero al vento i residui
della cremazione. In quegli anni si ebbero innumerevoli scritti,
discorsi, conferenze, memorie che interessarono Accademie e Governi,
a favore del rito dell'incinerazione. Furono anche fatti esperimenti
sul metodo di distruzione delle salme mediante gas illuminante,
mediante liquidi, mediante forno a riverbero. Nel 1874 morì
il Cav. Alberto Keller, ricco industriale di Milano, noto per le
sue opere filantropiche e nel testamento egli dispose che la sua
salma venisse data alle fiamme. A tal fine nominava esecutore testamentario
il Prof. Polli e lasciava una somma notevole per studi sperimentali
sulla cremazione. Pur non esistendo in Italia una legge che ammettesse
la cremazione, il Polli, d'accordo con il Clericetti, fece costruire
un tempio crematorio, reso possibile sia dalla generosità
finanziaria della famiglia Keller, sia dalla cessione gratuita del
terreno nel Cimitero monumentale da parte del Comune di Milano.
Fu questo il primo tempio crematorio costruito in Italia e nel mondo.
Venne inaugurato nel 1876 per cremare proprio la salma di Keller;
in quest'occasione nacque la Società milanese di cremazione.
Successivamente sorsero Società di cremazione (So.Crem.)
in tutto il centro ed il nord Italia. Nel corso degli anni si raggiunse
il numero di 36 città dotate di forno crematorio. Poi, a
causa del regime fascista alleato alla Chiesa Cattolica, vi fu un
certo regresso, per cui le So.Crem. si ridussero ad una ventina.
La "Società per la cremazione" di Milano svolse
un'attiva propaganda in Italia ed all'estero mediante bollettini,
articoli su giornali politici e medici, conferenze, riunioni popolari,
pubblicazioni tecniche. Il "Congresso internazionale di igiene"
del 1880 tenne una seduta speciale a Milano per assistere a esperimenti
di cremazione e per fondare una "Commissione internazionale"
che d'accordo con la Società milanese, condusse vittoriosamente
negli anni successivi la battaglia per la nuova riforma. I delegati
delle 14 Nazioni rappresentate votarono una mozione la quale chiedeva:
che i diversi Stati provvedano prontamente con leggi speciali alla
pratica regolare della "cremazione" facoltativa dei cadaveri;
che i Governi, che hanno accettato la Convenzione sanitaria di Ginevra,
aggiungano un articolo in base a cui gli eserciti siano provvisti
di apparecchi speciali trasportabili per effettuare la cremazione
dei morti sui campi di battaglia. Nel 1882 si svolse a Modena il
1° Congresso delle Società italiane per la cremazione.
Le 24 Società presenti approvarono l'istituzione e lo statuto
della "Lega delle Società italiane per la cremazione".
Presidenti il Sen. Prof. Giovanni Cantoni e il Sen. Dott. Malachia
de Cristoforis. Intanto la Chiesa, ritenendo che la cremazione avesse
carattere antireligioso perché propugnata da esponenti della
Massoneria e del Socialismo, prese posizione con un documento del
S. Ufficio nel 1886, in cui negava la messa d'esequie a chi avesse
ordinato la cremazione della propria salma. Nel 1888 fu approvata
la "Legge sull'Igiene e Sanità pubblica del Regno"
la quale all'articolo 59 prescriveva: "La cremazione dei cadaveri
umani deve essere fatta in crematori approvati dal medico provinciale.
I Comuni dovranno sempre concedere gratuitamente l'area necessaria
nei cimiteri per la costruzione di crematori. Le urne cinerarie,
contenenti i residui della completa cremazione, possono essere collocate
nei cimiteri o in cappelle o in templi appartenenti ad Enti morali
riconosciuti dallo Stato od in colombari privati aventi destinazione
stabile ed in modo da essere assicurate da ogni profanazione":
l'articolo 59 divenne poi l'articolo 198 del Testo Unico delle Leggi
Sanitarie del 1907. Da allora l'attività fu diretta, con
fervore a indire Congressi nazionali e internazionali, a risolvere
problemi di indole tecnica, sociale e legislativa, a combattere
i pregiudizi di ispirazione religiosa e conservatrice. Vi furono
congressi delle Società di cremazione a Milano, Genova, Novara,
Torino. Congressi internazionali si tennero a Dresda, Berlino, Budapest,
Bruxelles, a Torino durante l'Esposizione internazionale dell'Industria
e del lavoro, a Milano, a Lugano. Dopo la Liberazione, le So.Crem.
ripresero la loro attività, seppur resa difficile dalla mancanza
di mezzi economici. Nel 1964 la Chiesa tolse il divieto canonico
della cremazione in seguito alle insistenti richieste della Federazione
Internazionale della Cremazione. La Congregazione del S. Ufficio
inviò ai Vescovi una circolare per informarli che la S. Sede
aveva deciso di modificare le norme canoniche nei confronti di coloro
che, prima di morire, avevano deciso che il loro corpo fosse cremato.
La cremazione in Italia si va sviluppando anche per iniziativa dei
Comuni. Più di 160 mila persone sono iscritte alle oltre
40 So.Crem. aderenti alla Federazione italiana.
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